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Tutto è iniziato nel lontano 2001, con la costituzione del Comitato promotore della DOC. Dopo due anni è nata l'associazione dei produttori vitivinicoli del materano e quindi il Consorzio. L'idea di conseguire la Denominazione di Origine Controllata è nata dapprima nell'ambito del comitato promotore per la richiesta del riconoscimento al ministero competente nel 2004; poi, è stata alimentata dalle sette aziende della zona (Acinapura, Battifarano, Di Taranto, Crocco, Lanzolla, Marino e Dragone) che si sono riunite in un'associazione. Successivamente - dopo l'approvazione del ministero del 5/7/2005 - l'associazione è confluita nel consorzio di valorizzazione e tutela per sostenere il riconoscimento ottenuto e trasformarlo in reale opportunità di sviluppo e promozione del territorio e dei suoi prodotti locali. La DOC nasce per riprendere e mettere in risalto le antiche tradizioni culturali che col tempo avrebbero corso il rischio di scomparire: Matera ed il suo territorio, infatti, vantano una storia di produzione vitivinicola davvero rilevante. Dal 1500 in poi la presenza attestata di vigneti (si producevano già 4000 ettolitri di vino riconducibile all'attuale tipologia del primitivo) dimostra una naturale vocazione. Del resto, l'immagine tipica delle cantine nei Sassi di Matera - oltre 150 - coincide con la condivisione culturale della produzione a tutti i livelli sociali; anche nei complessi rupestri monastici sono tuttora visibili aree scolpite dedicate alla produzione enologica, caratterizzata da proprietà organolettiche superiori proprio grazie alla particolare modalità di conservazione.
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